"È colpa loro. Se la nostra vita sentimentale si è nutrita di aspettative troppo alte, se vogliamo la favola. Se qualsiasi storia passata, presente o futura che non contenga dramma e passione in quantità ridicola ci sembra di una noia mortale, be’ adesso sappiamo con chi prendercela. Poco dopo Liz Taylor e Richard Burton e molto prima di Brad Pitt e Angelina Jolie, sono venuti loro: Ali MacGraw e Steve McQueen. Quattro anni di matrimonio, un film insieme, tradimenti, gelosia, ossessione, alcool, cocaina, cambi di umore, liti furiose. Soprattutto la capacità di vivere la loro storia d’amore come la migliore delle sceneggiature, annullando la differenza tra realtà e finzione e rendendo la vita, quella vera, più avvincente di qualsiasi film. Belli, innamorati, sempre in bilico tra «giorni meravigliosi e giorni orrendi, con niente in mezzo» – per dirla con le parole di Ali. Stanno insieme per meno di dieci anni. Eppure non si dimenticano mai, se è vero che quando Steve muore di cancro, tre anni dopo il loro divorzio, nel 1980, con a fianco una nuova moglie – la terza, somigliante ad Ali in modo sospetto –, in realtà continua ad amare lei. Soprattutto sono molto diversi, a illuderci ancora una volta che sono gli opposti ad attrarsi: lei fidanzatina d’America uscita dal Wellesley College – una specie di Harvard femminile per le arti – a suo agio nelle gallerie d’arte di New York e nelle feste di Los Angeles, colta, amante dell’Europa, ex assistente di un fotografo, poi modella e attrice per caso; lui figlio di madre alcolista, padre sconosciuto, il riformatorio, molti lavori e anni di vagabondaggio per mare e in moto prima di diventare un attore vero. Biografie che già da sole basterebbero, ma che unite alla passione che li travolge quando entrambi sono al massimo della fama e della bellezza, creano qualcosa di molto simile alla storia d’amore ideale."
— Vogliamo la favola/Ali MacGraw e Steve McQueen (via plettrude)
(via plettrude)
